Nuovo progetto nel panorama del jazz in Puglia: pubblicato il primo disco del “Cercle Mgique Trio”

Nuovo progetto nel panorama del jazz in Puglia: pubblicato il primo disco del “Cercle Mgique Trio”

Evocare l’immagine di suggestivi ed onirici paesaggi attraverso un armonioso dialogo fra strumenti musicali. Questo l’obiettivo del primo disco firmato dal trio pugliese “Cercle Magique”, composto dal chitarrista Nando di Modugno, dal bassista Viz Maurogiovanni e dal batterista Gianlivio Liberti. Un progetto nel segno del jazz, pubblicato lo scorso 7 maggio dall’etichetta discografica leccese “Dodicilune”, la cui prossima presentazione è prevista il 16 giugno in occasione di un concerto presso Alimente (Via N. De Tullio, 41) a Bari.

“Cercle Magique” è frutto del prezioso incontro fra tre personalità musicali che, seppur diverse, appaiono in perfetta sintonia fra loro; il disco porta lo stesso nome del trio in virtù di quelle atmosfere mistiche ed esoteriche che suggerisce. E non vi sarebbe stato un titolo più evocativo se si pensa che l’espressione ‘Cercle Magique’ alluda a pratiche magiche di tempi lontani. Le otto tracce dell’album, infatti, sono avvolte da suggestivi effetti sonori, studiati ed improvvisati allo stesso tempo dai tre musicisti, che accompagnano l’ascoltatore in un viaggio fra universi onirici oscillando tra il rarefatto ed il fisico. Temi morbidi che si dispiegano in tempi lenti ricreando atmosfere soffuse e godibili. Complici in questo gli interventi elettroacustici dei tre, le suggestioni jazz e l’incalzante retropensiero funk-rock che trasportano in un’altra dimensione spazio-temporale. Così, tutto appare animarsi d’improvviso, come se il mondo fosse risvegliato dalle vibrazioni incessanti delle percussioni e dalle linee tratteggiate del basso.

Nato circa due anni fa, il trio vanta tre delle personalità più apprezzate, anche a livello internazionale, della scena jazz pugliese. A partire da Nando di Modugno (chitarra del gruppo) cresciuto in un ambiente musicale già in famiglia e diplomato con lode al Conservatorio di Bari, dove oggi è docente di chitarra, con Linda Calsolaro, alunna di Andres Segovia. Una formazione, quella di Di Modugno proseguita con altri illustri ex alunni del grande chitarrista spagnolo, fra cui Alirio Diaz, Josè Tomas, Oscar Ghiglia. Numerosi gli artisti di fama internazionale con cui ha collaborato, da Nicola Piovani, Ennio Morricone, Howard Shore, a Bobby McFerrin, Gabriele Mirabassi, Arnoldo Foà, Fabrizio Bosso, per citarne solo alcuni.

Le sue corde ben si sposano con quelle del basso di Viz (Vincenzo) Maurogiovanni, didatta e compositore, che ha acquisito notorietà nel panorama internazionale in seguito alla sua vittoria, nel 2007, all’Euro Bass Day di Verona, nonché al conseguimento del primo premio, nel 2010, del concorso BassMaster di Zagabria in Croazia. Sul basso elettrico, strumento che utilizza nelle diverse tipologie, approfondisce e applica sia gli aspetti ritmici che quelli legati alla polifonia esibendosi, negli anni, al fianco di nomi come John Stowell, Dario Chiazzolino, Pierluigi Villani, Pierluigi Balducci, Michael Marning, Aaron Spears, Gene Jackson, Phil Maturano e molti altri.

Ritmo pulsante del trio è, poi, la batteria di Gianlivio Liberti, professionista dal ’95 ed allievo del M° Benny Forestiere. Formatosi grazie all’incontro e studio con musicisti del calibro di Antonio Sanchez, Elvin Jones, Gene Jackson, Roberto Gatto, Dado Moroni, ha conseguito nel 2002, il diploma di alta qualificazione professionale per musicisti jazz presso Siena Jazz. La sua formazione lo porta a collaborare, sia in live che in dischi editi, con Emanuele Cisi, Robert Bonissolo, Yuri Goloubev, Roberto Ottaviano, Giovanni Amato, Piero Leveratto, Nicola Stilo, Enrico Rava, Fabrizio Bosso e molti altri. Degne di rilievo le sue esibizioni internazionali negli Stati Uniti (J.A.L.C.), Polonia, Belgio, Olanda, Turchia, Albania, ex Jugoslavia e nei principali festival in tutta Italia.

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Con queste parole Viz Maurogiovanni, bassista del trio, racconta l’origine, le note distintive ed il fine ultimo del loro progetto discografico, emblema di quel concetto di armonia che solo la musica è in grado di raggiungere raffigurandolo in immaginari paesaggi senza tempo.

Scritto da Danilo Mingirulli

Pubblicato il 10 giugno 2017

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